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Papiro
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Il mwdgpapiro (dal mwdwlatino: mweapapyrus, a sua volta mweqdal greco antico πάπυρος?, pápyros, di etimologia sconosciutacite-ref-1[1]) è la superficie di mwfgscrittura ricavata da una mwfwpianta acquatica, molto comune nel mwgadelta del Nilo e in alcune parti del mwgqMediterraneo, un'erba mwggpalustre della famiglia delle mwgwCyperaceae, il mwhaCyperus papyrus.
La carta di papiro rappresentò una vera e propria rivoluzione nel campo della scrittura, poiché risultava facilmente pieghevole, leggera e di colore chiaro, tutte qualità utili per gli scritti. Il primo produttore del prezioso materiale fu l'mwhgEgitto.
Contents
• Note
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La pianta del papiro
Il papiro è una specie mwiwerbacea mwjaperenne, con peduncoli fogliari alti da due a cinque metri che emergono da un fusto mwjqrizomatoso legnoso molto grosso. I peduncoli fogliari sono trigoni, con diametro di 3-4 centimetri, lisci, di colore verde molto scuro.
All'apice di ogni peduncolo compaiono mwjwbrattee lanceolate, arcuate, disposte ad ombrello. Le mwkainfiorescenze sono ombrelliformi con raggi lunghi da 10 a 30 centimetri, si formano all'estremità superiore dei fusti e portano delle spighe di colore paglierino che contengono mwkqacheni allungati.
La fioritura avviene da luglio a settembre. In mwkwEuropa oggi cresce spontaneamente solo in alcune mwlazone umide della mwlqSicilia orientale, in particolare nel territorio di mwlgSiracusa, lungo il corso dei fiumi mwlwAnapo e mwmaCiane, e alle mwmqsorgenti del Fiumefreddo nel catanese. In passato cresceva spontaneamente anche lungo il corso del fiume mwmgPapireto a mwmwPalermo, poi interrato, da cui il fiume prende il nome. È una specie amante della luce, che cresce lungo le rive dei corsi d'acqua a corrente lenta, con le radici sommerse.
Oggi il papiro viene coltivato soprattutto a scopo ornamentale, ma nell'Antico Egitto aveva molteplici usi tecnici: il midollo era usato come alimento e fonte di fibre tessili, i fiori per farne ghirlande, il rizoma come combustibile e le parti più robuste (radici e fusto) per pentole, utensili, calzature, sartiame se non addirittura imbarcazioni.
Invenzione, utilizzo e commercio della carta di papiro
Mentre le mwowtavolette di argilla furono utilizzate quasi solo in Mesopotamia, il papiro fu il principale materiale di supporto alla scrittura per quasi quattro millenni e fu utilizzato su un'area molto più ampia del territorio in cui aveva avuto origine e dove continuò a essere localizzata la quasi totalità della produzione, l'Egitto. Il suo utilizzo scomparve solo quando si diffuse la produzione della mwpacarta, ottenuta dagli stracci e perciò molto più economica. Il papiro era una sorta di carta.
La sua importanza storica è ancora oggi testimoniata da molte lingue europee, in cui la carta è indicata con un vocabolo derivato da "papiro": in inglese "paper", in francese e in tedesco "papier", in spagnolo "papel". Fa eccezione l'italiano, in cui la parola papiro è usata solo per indicare un qualche documento. La parola "carta" deriva dal latino mwpgcharta, che indicava un singolo foglio, che poteva equivalentemente essere stato ricavato dal papiro o dalla pergamena. A sua volta mwpwcharta deriva dal greco mwqachartes, parola di origine forse egiziana utilizzata per indicare i fogli di papiro.cite-ref-2[2] Il primo produttore del prezioso materiale era l'mwrqEgitto. In particolare mwrgAlessandria, la città sul delta, ne controllava il commercio internazionale. Le vaste mwrwpaludi deltizie, infatti, erano particolarmente adatte alla coltivazione delle canne da cui si ricavava la fibra dalla qualità migliore.cite-ref-3[3]
La produzione del papiro fu per l'Egitto una grande fonte di reddito, poiché gli egizi lo esportavano nei loro commerci su tutto il mwtqbacino del Mediterraneo e nel mwtgMedio Oriente. A partire dal mwtwIII millennio a.C. vi fu un forte scambio commerciale per il papiro attraverso i porti della mwuaFenicia, e dal mwuqX secolo a.C. il commercio aumentò notevolmente. Dopo che i popoli del mwugMediterraneo appresero l'arte della scrittura, la richiesta di "carta di papiro" aumentò enormemente: divenne preziosa e comune in tutta l'area geografica mediterranea. Gli mwuwarabi lavorarono il papiro dal mwvaVII secolo a.C. e dal mwvqVI secolo a.C. anche i mwvggreci.
L'importanza del papiro come supporto nella trasmissione della cultura è stato fondamentale. Durante tutta l'antichità, dall'epoca di mwwaGaio Giulio Cesare a quella dei mwwqsovrani franchi, il papiro alessandrino fu il supporto più utilizzato in Europa per la stesura di ogni tipo di documento (ufficiale, mercantile, letterario, eccetera). Nelle case dei romani vi erano spesso delle biblioteche domestiche. I rotoli venivano muniti di indici, etichettati (con una linguetta sporgente che in greco si chiamava mwwgsillybos) e impilati in scaffali.
I più antichi papiri ritrovati dagli archeologi risalgono al terzo millennio a.C. grazie al clima secco dell'Egitto. I ritrovamenti, avvenuti anche in altre aree con clima arido come Dura-Europo in Siria, l'area del mwxamar Morto in mwxqPalestina o la mwxgNubia, sono comunque rari e perciò sono molto famose alcune raccolte di frammenti, come quella rinvenuta nell'antica città egiziana di mwxwOssirinco e quella più recentemente scoperta a mwyaNag Hammadi. Anche una parte dei celebri mwyqmanoscritti del Mar Morto (databili tra il 150 a.C. e il 70 d.C.) fu scritta su papiro. Molti papiri sono importanti per l'originalità del loro contenuto.
Il papiro nella cultura e nella religione egiziana
La pianta di papiro era il simbolo del mwagBasso Egitto, dove cresceva rigoglioso, mentre il mwawloto era il simbolo dell'Alto Egitto. I capitelli delle sale ipostile avevano spesso la forma di fiori aperti di papiro perché si credeva che il cielo fosse separato dalla terra da quattro pilastri di papiro. I capitelli della mwbaGrande sala ipostila del mwbqtempio di Karnak avevano un diametro di 5,4 metri. L'altezza complessiva delle colonne centrali (comprendendo quindi anche la rappresentazione dello stelo del papiro) è di 21 metri.
Il papiro era simbolo di fertilità, fecondità e rigenerazione e in particolare della rinascita del defunto nell'aldilà. Esso, perciò, compare in testi religiosi, soprattutto quelli relativi all'oltretomba come il mwbwLibro dei morti.
La fine del commercio del papiro
Nel VII secolo si verificò l'avanzata dell'islam nell'mwcgAfrica settentrionale. L'Egitto venne conquistato nel 640-41. Le conseguenze per il commercio del papiro furono esiziali.
Gli arabi decisero di commerciare solo con genti di fede musulmanacite-ref-5[5]. Tutta l'Europa rimase quindi tagliata fuori dal commercio del papiro. La carta di papiro fu utilizzata fino all'VIII secolo, probabilmente attingendola dagli ultimi depositi. A mweaRoma durò di più: la cancelleria pontificia redasse l'ultimo documento su papiro nel 1057cite-ref-6[6].
Le vie del mare attraverso il mwfgMediterraneo rimasero interrotte fino al XII secolo. Ma ancora prima della loro riapertura, in Egitto la produzione di papiro ebbe un brusco rallentamento, fino a scomparire temporaneamente, nell'XI secolo, dopo 4200 anni di produzione, a causa di una forte siccità che dal 1052 al 1055 colpì il fiume Nilo, facendo quasi estinguere la coltura del papiro.
La produzione antica
L'Egitto, come detto sopra, ebbe nell'antichità l'esclusiva della produzione di carta di papiro grazie alla coltivazione della pianta lungo le rive del fiume Nilo. Il più famoso centro commerciale per l'esportazione del papiro fu la città di mwkaBiblo in Siria e da ciò probabilmente derivano due parole greche che ebbero molta fortuna: βύβλος (mwkqbublos,cite-ref-8[8]) e βίβλος (mwlgbiblos). La prima indica la pianta del papiro e le merci da essa derivate (carta, ma anche cordami, ceste, stuoie, calzari, ecc.). mwlwTeofrasto nel IV secolo a.C. limitava, perciò l'uso della parola mwmapapuros agli usi alimentari della pianta, ma in generale mwmqbublos è un sinonimo di mwmgpapuros. Il secondo termine, mwmwbiblos, indica con precisione la corteccia interna del papiro utilizzata per la produzione della carta e di conseguenza anche gli scritti su papiro.
La produzione della carta si distribuiva in più fasi: la raccolta della pianta, la divisione del suo fusto in lamine, la realizzazione del foglio, la rifinitura e l'assemblaggio del rotolo. I fogli ricavati dal papiro venivano poi destinati ad usi diversi in base alla loro qualità e alla loro dimensione. Gli egiziani non hanno tramandato notizie sull'antica arte della produzione del papiro; qualcosa, però, è riscontrabile in Plinio e in mwnqIsidoro di Siviglia o è stato dedotto dall'esame dei papiri superstiti.
La produzione dei singoli fogli
Il papiro veniva prodotto strappando dal fusto triangolare della pianta delle strisce (lunghe anche circa 40mwoa cm), che venivano affiancate su una superficie umida, dura e liscia. Sopra di esse veniva disposto, ad angolo retto, un altro strato. Per amalgamare i due strati essi venivano battuti con un martelletto di legno (oppure venivano compressi tra due pietre); successivamente venivano essiccati restando collegati dai loro succhi naturali (liberati a seguito della percussione) senza l'aggiunta di colla. La superficie, infine, veniva lisciata con pietre arrotondate.cite-ref-9[9] In questo modo si ottenevano dei fogli rettangolari (detti in egiziano mwpqshefedu e in greco mwpgkòllema, plurale: mwpwkollemata).
Questi fogli erano piuttosto delicati e rischiavano di sfilacciarsi a partire dai bordi, perciò perlopiù si preferì collegarli fra loro costruendo dei rotoli e lasciare liberi da scrittura ampi margini sopra e sotto. L'altezza massima dei rotoli era quella dei fogli, ma spesso era molto inferiore (10–20mwqq cm), forse perché i fogli erano più piccoli o perché erano stati tagliati orizzontalmente in due o tre parti per produrre rotoli più bassi e maneggevoli. Alternativamente i fogli furono anche utilizzati per comporre dei codici papiracei, una tecnica che si diffuse nel mondo greco-romano dopo la nascita dei codici di pergamena.
Sui fogli di papiro si scriveva secondo righe orizzontali larghe 10–20mwqw cm, usando sia un pennello che uno strumento appuntito e intinto nell'inchiostro.
Il rotolo
I fogli di papiro venivano accostati e incollati con una colla di acqua e farina, sovrapponendo alcuni centimetri del bordo laterale (1–5mwtq cm), in modo da produrre una striscia lunga molti metri, che veniva arrotolata. Il papiro più lungo della mwtgVilla dei papiri di mwtwErcolano misura 25 metri. Quello più lungo del mwuaBritish Museum, il mwuqpapiro Harris, ben 41. In questa operazione si aveva cura che tutti i fogli presentassero il lato con le fibre orizzontali sulla stessa faccia del rotolo, che diventava la superficie interna, quella di scrittura preferenziale. Ciò comportava alcuni vantaggi. Anzitutto durante l'arrotolamento le fibre orizzontali risultavano compresse e ciò riduceva il pericolo di lacerazioni, aumentando la durabilità del papiro. La scrittura, poi, era facilitata dal fatto che la punta dello strumento scorreva parallelamente alle fibre.
Per questo stesso motivo a seconda del verso della propria scrittura (verso destra come le lingue europee o verso sinistra come le semitiche) era utile che le giunzioni fra i fogli (dette mwuwkolleseis) non offrissero resistenza: per le lingue europee (greco e latino) il bordo destro del foglio di sinistra doveva essere incollato sopra il bordo sinistro del foglio di destra e viceversa nel caso opposto. Ciò, tuttavia, non richiedeva alcuna particolare attenzione per il fabbricante: bastava che lo scriba ruotasse di 180° il rotolo e iniziasse a scrivere dall'altra estremità del rotolo. Il rotolo, infine, veniva posto in commercio e poteva essere utilizzato per produrre due tipi di manufatti editoriali: il mwvavolumen e il mwvqrotulus.
Il volumen
Quando il rotolo doveva contenere un'intera opera letteraria e perciò tutta la sua lunghezza poteva essere utilizzata, esso diventava un mwwqvolumen (parola latina che indica l'arrotolamento del rotolo di papiro). In questo caso all'estremità esterna del rotolo era aggiunto un primo foglio di protezione, il mwwgprotocollon , dal greco: primo (foglio) incollato. Quando, infatti, si iniziava a svolgere il rotolo, il primo foglio era sottoposto ad usura e trazioni intense e logoranti. Sul "protocollo" non si scriveva, tranne che per brevi annotazioni. Le fibre di questo foglio erano disposte ortogonalmente rispetto a quelle dei fogli successivi (cioè il foglio era incollato con il retro sul davanti).
Secondo i poeti latini il protocollo dei rotoli più lussuosi era addirittura in mwxapergamena, evitando così di doverlo sostituire quando si fosse logorato. Dato che la pergamena era costosa il protocollo di papiro poteva essere rinforzato incollando sul suo bordo esterno una sottile striscia di pergamena o almeno un rinforzo di papiro. Probabilmente un analogo foglio di protezione, detto mwxqeschatocollion, si trovava anche al termine del papiro: Marziale infatti lo menzionacite-ref-10[10], ma per ora non ce ne è giunto alcun esemplare.
A una o a entrambe le estremità del rotolo, inoltre, poteva essere fissato un bastoncino di legno chiamato mwywumbilicus, attorno al quale il mwzavolumen veniva riavvolto. Alle due estremità dellmwzq'mwzgumbilicus si trovavano due pomelli, talvolta ornati di pitture variopintecite-ref-11[11]. I pomelli erano chiamati in latino anche mw0wcornua, forse perché d'osso. In greco antico, invece, questi pomelli erano detti mw1akefalìs (plurale: mw1qkefalìdes), cioè "testolina", traducibile letteralmente in latino con mw1gcapitulum o mw1wcapitellumcite-ref-12[12]. Già nella Bibbia dei LXX questo termine passò a indicare anche l'intero rotolocite-ref-13[13]. Ogni libro, poi, poteva essere contrassegnato con un'etichetta contenente il sommario (e perciò detta mw4asyllabus) o almeno il testo delle prime parole, che nell'antichità fungevano da titolo delle opere (mw4qindex).
Il rotolo era conservato in casellari detti mw4wnidi o in appositi contenitori di cuoio (mw5acapsae). Ogni casella od ogni mw5qcapsa poteva contenere dieci rotoli. Per questo motivo i libri di alcune opere come la storia di Roma di mw5gTito Livio (mw5wmw6aAb Urbe condita libri CXLII), erano raggruppati in decadi. Per la lettura il mw6qvolumen poteva essere tenuto nella mano destra, mentre la sinistra lo svolgeva e riavvolgeva la parte letta. Evidentemente il testo era scritto su colonne parallele, larghe 10–20mw6g cm.
Il rotulus
Testi più brevi come contratti, accordi, lettere erano predisposti tagliando dal rotolo di papiro la quantità necessaria. In questo caso il testo poteva anche essere compilato mw7gtransversa charta, cioè ruotando il papiro di 90° e scrivendo su una sola colonna. Il rotolo, quindi, veniva dispiegato in posizione verticale per la lettura e veniva ri-arrotolato dal basso verso l'alto. In mancanza di un termine generalmente accettato Eric Turner usa la parola mw7wrotulus per indicare questi rotolicite-ref-14[14].
I papiri opistografi e i codici papiracei
Quando il testo era scritto su entrambi i lati il papiro veniva e viene detto mw9gopistografo. La doppia scrittura può avere diverse motivazioni. Per esempio, banalmente, in tempi successivi alla prima compilazione la mancanza o il costo della carta di papiro induceva a riutilizzare il mw9wverso del volumen per trascrivere un'opera diversa da quella del mw-arecto.
In altri casi i fogli di papiro venivano sin dall'inizio raggruppati in fascicoli e utilizzati per comporre mw-gcodici papiracei. Erano abbastanza comuni i quaternioni, cioè fascicoli di quattro bifogli per un totale di otto fogli. In questo caso le fibre possono risultare disposte nella pagina sia orizzontalmente che verticalmente. In questo e in altri casi ancora il testo continuava dal fronte al tergo della pagina, ecc.
La produzione moderna
Fu un mw-gitaliano a fare riprendere la produzione della millenaria carta di papiro: l'mw-warcheologo catanese mwaqaSaverio Landolina Nava, che si interessò a tale pianta nel 1780 circa e volle riprendere la fabbricazione di suddetta carta nella città di Siracusa; lo fece utilizzando i papiri del fiume Ciane e le istruzioni dell'mwaqeantico romano mwaqiPlinio il Vecchio, il quale le lasciò scritte nella sua mwaqmmwaqqNaturalis historia. Da allora la città aretusea produsse fogli di papiro - se pur inizialmente in quantità minima -, rappresentando di fatto il primo luogo al mondo dove questa antichissima forma di scrittura e dipinto veniva riesumata (l'ultima fabbricazione di carta papiracea risaliva ai tempi dell'mwaquImpero di Bisanzio).
Negli anni sessanta le sorelle Naro di mwaqcSiracusa erano le uniche a produrre carta di papiro, eredi di una tradizione antica di oltre due millennicite-ref-15[15]; fu una produzione di livello qualitativo basso, poiché utilizzarono tecniche del tutto personali, ma ebbero comunque il merito di non far sparire dalla società contemporanea la tecnica di lavorazione del papiro.cite-ref-papiro-16-0[16]
Dagli anni settanta si ebbe una nuova grande lavorazione di carte di papiri; sia a Siracusa che in mwaruEgitto. Gli egiziani infatti ripresero a lavorare il papiro dopo una lunga sosta durata circa otto secoli. La nuova produzione prevedeva un vasto quantitativo di carta fabbricata con la pianta di papiro e indirizzata ad un mercato essenzialmente mwaryturistico.cite-ref-papiro-16-1[16]
Se in un primo momento i siracusani adoperavano i papiri per rappresentare quasi esclusivamente scene della civiltà greca, dopo la scoperta della mwarwtomba di Tutankhamon, nel 1922, i papiri di Siracusa si riempirono piuttosto di scene della civiltà egizia, poiché i tanti oggetti rinvenuti e i mwar0geroglifici sulle pareti ispirarono i nuovi produttori di papiri, i quali attrassero su di essi parecchia curiosità, poiché per la prima volta si ripeteva il connubio di autentica carta da papiro con su dipinte scene di vita e credenze dell'Antico Egitto.cite-ref-17[17] Il sempre crescente interesse per questa rara attività artigianale dei locali, fece appassionare uno studioso di nome Corrado Basile, il quale nel 1961 intraprese gli studi sul papiro siracusano e nel 1987 fondò in città l'Istituto Internazionale del Papiro.
Curiosità
• Con la pianta del papiro si producevano anche delle mwasgbarche, fatte interamente da filamenti di papiro; queste barche sono state ritrovate, oltre che in Egitto, anche nei luoghi più interni dell'mwaskAfrica: mwasoUganda, mwassCiad, mwaswEtiopia, mwas0Kenya e mwas4Sudan, dove anche al giorno d'oggi vengono realizzate.cite-ref-18[18] Alcuni modelli di barca sono ispezionabili presso la mwatmsede museale siracusana dedicata al papiro.
• Viene detto "papiro" anche il manifesto redatto in onore dello studente universitario neolaureato, riportante la sua caricatura, una scherzosa biografia in versi, ecc. Sino agli anni settanta, invece, il "papiro" veniva dato dagli studenti degli ultimi anni ai nuovi iscritti, le "matricole", dietro opportuni donativi. Serviva di fatto come una specie di passaporto di frequentazione dell'università, che la matricola doveva portare con sé per evitare taglieggiamenti da parte soprattutto degli studenti più anziani, i "fuori-corso".
• Il papiro per gli antichi egizi rappresentava il simbolo della gestazione, della gioia e della giovinezza. Altri significati attribuitigli cambiavano in base al modo in cui esso veniva utilizzato: svolgere una carta da papiro significava mwatyevoluzione e conoscenza; avvolgere una carta da papiro significava mwatcinvoluzione, segreto.cite-ref-19[19]
Note
cite-note-11. ↑ mwauiR. S. P. Beekes, mwaumEtymological Dictionary of Greek, Brill, 2009, p. 1151.
cite-note-22. ↑ Rocci, mwaucVocabolario greco-italiano, ad vocem.
cite-note-33. ↑ mwausmwauwGreenblatt,mwau0 p. 66.
cite-note-44. ↑ Benché carbonizzati i mwavepapiri di Ercolano (mwaviVilla dei Papiri) sono agevolmente leggibili, con scrittura nero-lucida su supporto nero-opaco (Ugo Enrico Paoli, Vita romana, Firenze, Le Monnier, 1962). La diversa modalità eruttiva ha invece completamente distrutto i papiri conservati a mwavmPompei.
cite-note-55. ↑ Henri Pirenne, mwavcMaometto e Carlomagno [1937], Laterza, Roma-Bari 1984, pag. 164.
cite-note-66. ↑ Henri Pirenne, mwavsop.cit., pag. 160.
cite-note-77. ↑ Alessandro Giraudo, mwav8Storie straordinarie delle materie prime, 2019, pag. 53, ADD Editore, Torino 2019, ISBN 978 88 6783 236 1
cite-note-88. ↑ mwawqβύβλος Henry George Liddell, Robert Scott, mwawuA Greek-English Lexicon, on Perseus
cite-note-1010. ↑ Marziale 2.6.3
cite-note-1111. ↑ mwaxqpictis luxurieris umbilicis in mwaxuMarziale, libro III, epigramma 2, v.9. citato in mwaxymwaxcOpere di G.G. Winckelmann, Prato 1831, Vol. 7, p. 204. Questi dettagli, messi in dubbio da alcuni esperti, sono riconoscibili nell'iconografia romana: mwaxgFranco Maltomini, mwaxkIl rotolo di Amore con doppio umbilicus mwaxoe cornua mwaxspomiformi, Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik 123 (1998) 297–300.
cite-note-1212. ↑ La parola "mwax8capitulum" compare in un commento a Varrone per indicare il pomello con cui era retta una mwayatabula litteraria. Esso, perciò, era probabilmente la corretta traduzione latina di kefalìs anche per indicare le mwayecornua senza specificarne il materiale.
cite-note-1313. ↑ Si veda lo mwayuStrong.
cite-note-1414. ↑ Turner, p. 25.
cite-note-1515. ↑ mwaywmway0mway4Il Museo del Papiro “Corrado Basile”, su mway8mwazaMuseo del papiro. mwazeURL consultato il 27 luglio 2020 mwazi(mwazmarchiviato il 27 luglio 2020).
cite-note-1717. ↑ mwaz8Luigi Malerba, mwaaaStoria della pianta del papiro in Sicilia e la produzione della carta in Siracusa, Bologna 1968, pp. 97-99.
cite-note-1919. ↑ mwaaomwaasmwaawPAPIRO, su mwaa0elicriso.it.
Bibliografia
• mwabeIsidoro Carini, Il papiro: appunti per la nuova scuola Vaticana / del prof. Isidoro Carini, Roma, tip. Vaticana, 1888, SBN SBL0728681.
• Eric G. Turner, 'mwabmRecto' e 'Verso'. Anatomia del rotolo di papiro, Istituto papirologico Vitelli, Firenze 1994.
• mwabu(FR) François Déroche, Annie Berthier, Manuel de codicologie des manuscrits en écriture arabe, Parigi, Biblioteca nazionale di Francia, 2000, ISBN 2-7177-2106-1.
• Jonathan M. Bloom, mwabkPaper before print. New Haven and London, mwaboYale University Press, 2001
• citerefcartelliAngelo Cartelli, Il papiro : dove, quando, perché e come, Sovera Edizioni, 2005.mwabwISBN non esistente
• mwab4Luigi Rava, Il papiro di Siracusa, in Touring Club Italiano, XXI, n. 2, 1º febbraio 1915. URL consultato il 5 agosto 2022.
Voci correlate
• mwaciPapirologia
• mwacqFrammento
• mwacyManoscritto
• mwacgPalinsesto (filologia)
• mwacoCarta di canapa
• mwacwCodicologia
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) papyrus, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcyclop-dia-of-biblical-theological-and-ecclesiastical-literature(EN) Papiro, in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.